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Yahoo answer va in pensione ed è già nostalgia

Anche se la data d’addio è segnata per il 4 maggio, anche quella del 20 aprile è cerchiata in rosso sul calendario della chiusura di Yahoo Answers. In questi 16 anni di attività, iniziata il 28 maggio del 2005, la piattaforma web ha messo a disposizione la condivisione della conoscenza e della curiosità dando la possibilità di fare domande e ricevere risposte su ogni tipo di argomento, classificato in base al tema e alla categoria di riferimento. Dal 21 aprile 2021 il sito sarà di sola lettura, pertanto non sarà più possibile usufruire del servizio ponendo quesiti ma solo attraverso consultazione. Il capitolo finale si chiuderà definitivamente a inizio maggio, quando la piattaforma scomparirà globalmente e non sarà più consultabile neanche tramite lettura. Per ogni utente c’è comunque la possibilità, fino al 30 giugno, di poter scaricare i propri contenuti, ossia l’elenco delle domande, delle risposte e delle immagini formulate e scaricate nel corso del tempo di iscrizione.

Come si legge nella homepage sullo stesso portale, “il sito di Yahoo Answers verrà chiuso il 4 maggio 2021 e dal 20 aprile 2021 sarà in modalità di sola lettura. Non verranno apportate modifiche ad altre proprietà o servizi di Yahoo o al tuo account Yahoo. Puoi trovare maggiori informazioni sulla chiusura di Yahoo Answers e su come scaricare i tuoi dati dalla pagina di aiuto”. Quando la notizia è balzata agli onori delle cronache qualche settimana fa, i social e il mondo della rete si sono scatenati in un moto di nostalgia e incredulità. Dopo la chiusura di Yahoo! Gruppi nel dicembre 2019, servizio nato nel 2001 e durato quasi 20 anni, il portale web di servizi Internet ha subito un lento declino delle attività fino a colpire uno dei servizi più famosi della rete. Il servizio di Yahoo Answers, infatti, per gli internauti alle prese con i primi servizi di networking e condivisione social ha rappresentato l’inizio di un’era florida di compartecipazione e socialità. In particolar modo, il servizio è divenuto celebre per le domande e le risposte spesso pregne di ilarità e ironia. La libertà di espressione, anche grazie alla possibilità di usare nickname e immagini che non svelino molto della propria identità reale, così come la piena soddisfazione della propria curiosità o della propria conoscenza, ha dato campo libero a molte richieste che hanno spesso fatto il giro del web rafforzando la forza della consapevolezza sociale e comunicativa della piattaforma. 

Come ormai sta accadendo in molti settori economico-sociali, anche le piattaforme web hanno risentito della crisi pandemica. L’avvento del Covid-19 ha senza dubbio accelerato le dinamiche di ascesa di alcuni servizi non più in voga, o quanto meno resi meno attivi rispetto ad altre forme di social networking come le “nuove” app quali Tik Tok, ma anche gli stessi Facebook, Instagram e Twitter che, al contrario, hanno subito un’impennata nella gestione e sensibilizzazione dei contenuti sulle informazioni pandemiche. La caratteristica che, come accennato, ha sempre contraddistinto Yahoo Answers è la libertà di poter esporre qualunque domanda o risposta in qualsiasi ambito, seppur in un contesto di moderazione dei commenti e dei contenuti; ma ciò è stato reso più difficoltoso con le informazioni riguardanti il coronavirus. Infatti, l’azienda non ha celato i motivi reali che hanno spinto ad una chiusura totale di questa piattaforma ma la delicatezza e la sensibilità degli argomenti relativi alla pandemia quali teorie complottiste, vaccini e notizie sul virus stesso hanno richiesto uno sforzo maggiore da parte dei moderatori del servizio per non infangare il lavoro che in questi lunghi anni il portale ha svolto a servizio della comunità online.


Da quando è nata la prima fase dei social network, cominciata nel 1996 con l’avvento di SixDegrees.com, il primo sito realizzato per favorire le interazioni sociali, lo scopo era proprio quello di realizzare una grande rete comunitaria globale che potesse unire gli utenti. Come suggerisce il nome stesso, il sito è ispirato infatti alla teoria dei sei gradi di separazione che accomuna la maggior parte dei social network. Da qui, si è poi delineato il mondo del networking attraverso format differenti ma fondamentalmente basati sulla condivisione sociale e globale come Friendster, Myspace, LinkedIn, Facebook, Youtube e Twitter. La svolta si ha però nel 2008, quando i social media iniziano ad essere concepiti come strumenti di business favorendo così la nascita di nuovi social e lo sviluppo graduale di quelli già attecchiti nel mondo web. In questo senso, la chiusura di Yahoo Answers riflette in maniera emblematica i cambiamenti della comunità globale e la forza dei nuovi social nel riuscire ad adattarsi ai nuovi contesti sociali, economici e culturali.