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31 Gennaio 2026L’UE designa i pasdaran come organizzazione terroristica
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Sono state necessarie oltre 30.000 vittime* perché l’Unione europea arrivasse a designare i pasdaran come organizzazione terroristica. Una decisione maturata solo dopo un massacro, attesa da decenni dalla diaspora iraniana, che per anni aveva sollecitato il Parlamento europeo e i singoli Stati ad adottare questa misura. L’inclusione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) rappresenta una svolta indispensabile per l’UE: una presa di posizione netta di fronte a quanto accade in Iran, dove migliaia di cittadini disarmati e pacifici continuano a essere uccisi con estrema brutalità.
L’equiparazione dei Guardiani della Rivoluzione a gruppi come l’Isis, al-Qaida e Hamas colloca l’apparato di potere iraniano in una categoria giuridica che ne denuncia apertamente il carattere repressivo e chiarisce la posizione dell’Unione europea rispetto alle sue azioni, dentro e fuori i confini nazionali. La classificazione dell’IRGC come organizzazione terroristica segue la scelta degli Stati Uniti, che designano i pasdaran come terroristi dal 2019, ed è in linea con decisioni simili adottate negli ultimi anni da Canada, Australia, Ecuador e Argentina.
“La repressione non può restare senza risposta”, ha scritto ieri su X l’Alto rappresentante Kaja Kallas. “Qualsiasi regime che uccida migliaia di persone al suo interno sta lavorando per la propria rovina”.
La decisione è stata presa il 29 Gennaio durante il Consiglio dei ministri degli esteri dei 27 Paesi. Tre giorni prima del Consiglio Affari Esteri, il nostro ministro degli esteri, Antonio Tajani aveva reso noto che l’Italia avrebbe avanzato la proposta di includere l’IRGC nell’elenco delle organizzazioni terroristiche dell’Unione europea. L’iniziativa italiana aveva trovato immediato appoggio da parte della Germania, mentre Francia e Spagna, in una prima fase, avevano adottato un atteggiamento più prudente.
Una presa di posizione, quella di Tajani, che aveva irritato i vertici di Teheran, che il 27 Gennaio avevano deciso di convocare l’ambasciatrice italiana, Paola Amadei, presso il ministero degli Esteri della capitale iraniana per protestare contro le dichiarazioni di Tajani, definite “irresponsabili”.
Che cosa prevede questa misura, e chi sono i sanzionati
L’inserimento dell’IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea produce conseguenze concrete e immediate. Tutto il personale del corpo sarà soggetto a divieti di ingresso nell’Ue, mentre i loro beni e proprietà eventualmente presenti nei Paesi membri verranno sottoposti a congelamento. Inoltre, sarà proibita ogni attività finanziaria o commerciale che implichi rapporti diretti o indiretti con l’organizzazione.
Bruxelles ha sanzionato 15 soggetti del regime e sei entità, ritenuti responsabili di gravi abusi dei diritti umani in Iran, in particolare per la repressione violenta di manifestazioni pacifiche, che ha incluso l’uso sistematico della forza, arresti arbitrari e pratiche di intimidazione messe in atto dalle forze di sicurezza contro i manifestanti.
Il Consiglio dell’Unione Europea ha inoltre deciso di imporre misure restrittive in relazione al continuo sostegno militare dell’Iran alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina
Tra i soggetti colpiti dalle sanzioni figurano in particolare Eskandar Momeni, ministro dell’Interno iraniano e capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, insieme a figure di spicco del sistema giudiziario, come il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad e il giudice presidente Iman Afshari. La lista comprende anche numerosi comandanti dell’IRGC e alti ufficiali della polizia e delle Forze dell’ordine, tra cui il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari, quattro comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione e il comandante della forza speciale antiterrorismo Mohsen Ebrahimi. Per tutti loro sono previste misure restrittive che vietano l’ingresso nell’Ue e congelano eventuali beni detenuti nel territorio europeo.
Tra le entità sanzionate compaiono: l’Autorità Iraniana per la Regolamentazione dei Media Audiovisivi (Satra), la Seraj Cyberspace Organization, il Gruppo di lavoro per l’individuazione di contenuti criminali (Wgdicc) e varie società di software. Queste organizzazioni sono state coinvolte in attività di censura, campagne di trolling sui social media, diffusione di disinformazione e informazioni fuorvianti online, oltre a contribuire alla frequente interruzione dell’accesso a Internet mediante lo sviluppo di strumenti di sorveglianza e repressione.
Le misure restrittive contro le violazioni dei diritti umani in Iran, informa il testo del Consiglio Europeo, riguardano ora complessivamente 247 persone e 50 entità. Queste restrizioni prevedono il congelamento dei beni, il divieto di viaggio verso l’UE e l’impossibilità di fornire fondi o risorse economiche agli individui e alle entità elencate. È inoltre in vigore un divieto di esportazione verso l’Iran di attrezzature che potrebbero essere impiegate per la repressione interna, comprese le apparecchiature per il monitoraggio delle telecomunicazioni.
Ricordiamo che questa decisione del Consiglio degli esteri è successiva alla votazione della risoluzione avvenuta giovedì 22 Gennaio, quando il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che condannava la brutale repressione dei manifestanti in Iran e che esortava le autorità iraniane a porre immediatamente fine alle violenze contro i manifestanti, a fermare tutte le esecuzioni e cessare l’uccisione e la repressione dei civili.
Nella medesima risoluzione il Parlamento invitava il Consiglio a procedere senza indugio alla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, compresi i Basij e la Forza Quds, come organizzazioni terroristiche. La risoluzione, non vincolante, è stata adottata con 562 voti a favore, 9 contrari e 57 astensioni.
Tra gli astenuti figurano esponenti del Movimento 5 stelle, l’unico partito italiano ad astenersi al voto. La motivazione? Il mancato inserimento nella risoluzione di un invito alle istituzioni europee a “esercitare pressioni diplomatiche sugli Stati Uniti e Israele affinché si trattengano dal lanciare o sostenere minacce militari contro l’Iran”.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. L’Irna, Agenzia di stampa della Repubblica Islamica, riporta che il Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che l’Europa con questa designazione ha commesso “un altro grave errore strategico”, nel frattempo si sono susseguite altre forti dichiarazioni anche da parte del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate.
Le altre richieste degli iraniani in esilio: chiudete le ambasciate
Tra le altre misure richieste da molti iraniani in esilio, come si legge nei loro appelli sui social, vi sono la chiusura delle ambasciate del regime e l’espulsione dei suoi diplomatici. Gli affiliati delle Guardie Rivoluzionarie dovrebbero essere arrestati e processati per cooperazione con un’organizzazione terroristica. Per molti è necessario interrompere qualsiasi negoziato di natura economica e diplomatica con la Repubblica islamica in modo da non continuare a legittimare il regime teocratico; è inoltre indispensabile avviare indagini approfondite sulle reti operative di questa organizzazione terroristica, procedendo all’identificazione e all’arresto dei complici.
*Dato fornito da due alti funzionari del Ministero della Salute del Paese al TIME
Immagine in copertina copyright Ue 2026






