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I vaccini migrano via mare, il primo caso di fuga di Astrazeneca, da Bari verso l’Albania

di Simone Cataldo

Da Bari il primo reato di ricettazione che ha coinvolto due iraniani con cittadinanza tedesca, rei di trasportare a bordo della propria autovettura 30 dosi di vaccino anti-Covid Astrazeneca. I due soggetti si sarebbero dovuti recare in Albania. Questo caso potrebbe far aprire gli occhi sul rischio di un mercato parallelo e illegale.

Si parla da diverse settimane di corsa al vaccino, in questo caso però cade a pennello per la tentata “fuga” via mare di due persone iraniane con cittadinanza tedesca, fermate in tempo prima di imbarcare sulla motonave Aurelia per l’Albania. L’accaduto risale al cinque maggio scorso, ma è stato reso noto dalle autorità competenti solo nelle ore scorse. Il fatto ha avuto luogo nel porto di Bari, dopo un controllo effettuato dai militari della Guardia di Finanza in servizio, avvisati precedentemente dal personale dell’ufficio della Dogane. Ha coinvolto Abdolrahim Orangui Asr di 70 anni e Ghassem Farhadi di 73, scoperti a trasportare, all’interno di una borsa frigo, tre fiale in vetro riportanti etichetta con dicitura “Vaccine Astrazeneca 5ml”, recanti tutti lo stesso numero di lotto ABW4330, con scadenza luglio 2021 ed equivalenti a 30 dosi vaccinali. Le due persone incriminate, dopo il sequestro, sono state fermate e sono state denunciate per reato di ricettazione. Ora la Procura di Bari ha aperto un fascicolo e sta accertamento la provenienza e la destinazione delle fiale di vaccino sequestrate.

Se prima, perciò, il problema di un mercato illegale e di un giro illecito di vaccini fosse circoscritto solamente (si fa per dire) al dark web, ora il rischio che le fiale escano anche dai confini delle nazioni per sbarcare in altri territori è alto. Inoltre, fino a questo punto, il problema era rappresentato dai “furbetti”, così etichettati dal presidente Draghi, che a loro volta si ramificavano in coloro che saltavano le liste o coloro che, con l’aiuto delle “conoscenze”, riuscivano a farsi vaccinare con ampio anticipo, seppur non le dosi vaccinali non spettassero a loro. Ora dunque sarà importante capire che impatto avrà questo accaduto sul percorso restante.

Dalle proposte di somministrazione al primo illecito

Come ben sappiamo, da circa due settimane riecheggia sui media e siti d’informazione il largo numero di scorte dei vaccini Astrazeneca. Della stessa tipologia risultano essere le 30 dirette in Albania, per fortuna poi fermate poco prima della partenza dell’Aurelia, ed è per questo che sembrerebbe corretto e importante mettere per iscritto le proposte che si susseguono giorno dopo giorno. Poco meno di due milioni di dosi Astrazeneca ferme nei frighi, questo il numero reso noto circa due settimane fa, e che hanno certamente comportato tanti musi lunghi. Ebbene sì, perché se Pfizer e Moderna risultano ormai in pianta stabile le tipologie con più dosi inoculate, preoccupa e non poco il fatto che le forniture di Astrazeneca rimangano custodite nei frigoriferi senza venir utilizzate. Nel frattempo, però, si sono mosse anche le regioni stesse che sono andate incontro alle necessità a livello nazionale, organizzando diversi open day, a volte anche notturni come accaduto a Matera, per permettere il maggior consumo delle dosi non utilizzate anche alle fasce più giovani. Infine, per giorni si è parlato di un possibile via libera che permetterebbe di inoculare le dosi restanti ad ogni persona, di qualsiasi fascia d’età, così da velocizzare la campagna vaccinale e aumentare il numero di soggetti muniti di una parziale copertura vaccinale, almeno fino al momento della seconda somministrazione. Questa idea sembra però esser venuta meno, ma non sarebbe da escludere che possa rientrare tra gli obiettivi di chi siede a Palazzo Chigi.