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Il girotondo del pacco e la green logistic all’orizzonte

di Roberta Caiano

Per quanto possa sembrare un fenomeno molto recente, in realtà l’e-commerce ha più di vent’anni. Nato nel 1995, nel corso del tempo, attraverso nuove tecnologie e l’intreccio sempre più frequente tra commercio sul web e negozi fisici, l’asticella del suo consumo si è alzata in maniera esponenziale. In particolar modo, con l’avvento della pandemia Covid nel 2020, quando ha raggiunto il suo picco più alto in tutto il mondo. Anche i negozi che fino ad allora si sono affidati soltanto alla loro sede fisica hanno cominciato ad abbracciare il commercio online esportando la loro merce ovunque.

Uno degli aspetti più studiato e sviscerato delle spedizioni online è proprio il viaggio dei pacchi. Basta un semplice click e nel giro di qualche giorno il pacco arriva a destinazione, anche se i tempi di consegna ormai sono sempre più ridotti. Un esempio su tutti è il servizio di Amazon Prime, il quale permette di acquistare anche all’ultimo minuto consegnando il prodotto il giorno successivo. Proprio come le persone, anche i pacchi compiono spostamenti fisici che richiedono tempo, spazio, un numero elevato di personale addetto, regole e controlli. Ma che giro compie il pacco?

Innanzitutto il viaggio di un pacco parte dal momento in cui l’utente espleta l’acquisto di un prodotto attraverso un fornitore. In quel momento, il prodotto subisce già una transazione in quanto compie un primo passo dal mittente al destinatario. Comunemente si tende ad associare il termine “viaggio” al trasporto fisico della merce, fino a quando non viene poi consegnata in maniera concreta e diretta nelle nostre mani. In realtà il tragitto del pacco parte proprio dal lancio dell’ordinazione, quando il fornitore riceve l’input dell’acquisizione e procede alla preparazione del collo per la spedizione. La prima operazione compiuta dal venditore, infatti, è il confezionamento del pacco da cui dipende l’incolumità e l’interezza della merce. Il posizionamento del prodotto all’interno del pacco, la qualità dell’involucro e il materiale utilizzato per l’imballaggio, oltre che il controllo preventivo dell’integrità dell’articolo, sono tutti fattori che determinano la buona riuscita della consegna.

In questa fase il venditore procederà a prenotare il cosiddetto pick-up, ovvero il ritiro, presso la società di trasporto che a quel punto gli fornirà un codice alfanumerico e gli invierà tramite email l’etichetta di spedizione, la quale dovrà essere appositamente legata al pacco insieme ai documenti fiscali. Una volta affidato al camion del corriere, parte il vero e proprio viaggio fisico del pacco facendo tappa nei vari centri di smistamento della merce. Il codice alfanumerico affisso sul pacco, difatti, serve per monitorare tutti gli spostamenti del pacco nei vari hub e avviare il suo tracking, ovvero la sua tracciabilità. Il tracking code viene comunicato online al destinatario spesso tramite email, il quale attraverso il link di tracking potrà così rilevare in tempo reale il viaggio del suo pacco fino al raggiungimento dell’hub di distribuzione, momento in cui il pacco viene affidato al corriere locale per la consegna finale.

E’ bene ricordare che il viaggio del pacco non potrebbe essere possibile senza la logistica, la cui tecnica organizzativa permette di ridurre (o eliminare del tutto) i margini di rischi ed errori nello spostamento dei pacchi attraverso un lavoro di 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. La logistica, infatti, va ben oltre il semplice trasporto dei pacchi ma riguarda la più ampia e complessa organizzazione del ciclo produttivo. Per questo, nel corso degli anni è diventata anche una materia universitaria ai fini di affinare e migliorare i meccanismi, le pratiche e le funzioni di gestione alla base del trasporto e della consegna dei beni.

Negli ultimi anni un ramo della logistica che sta ottenendo molti consensi, oltre che un’attenta ricerca e analisi è la green logistic, attenta a minimizzare gli impatti e regolare gli effetti socio-ambientali in tutte le fasi della scala logistica dando una svolta, appunto, ambientalista. Di certo la pandemia Covid-19 ha reso ancora più necessaria l’accelerazione della logistica in questa direzione, per questo recentemente è nata la Carta di Padova, un documento stilato nel novembre del 2020 e firmato da Assologistica, Sos-Logistica, Federchimica, Anita, Assiterminal, per citare solo alcuni dei tredici tra i più autorevoli gruppi di stakeholder del sistema logistico, al fine di tracciare una rotta per lo sviluppo di una logistica sempre più sostenibile ed efficiente. Infatti, come si legge nel testo, la Carta “si propone come un primo elemento di sintesi rispetto ad obiettivi convergenti verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile in cui a farla da padrone sia l’agire secondo una logica di sistema, per valorizzare tutto ciò che accomuna la complessità dell’offerta di servizi logistici e i relativi benefici per imprese e comunità”, rendendo così il viaggio del pacco sensibile ai temi sostenibili e alla nuova logistica.