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Treccani e Accademia della Crusca, Siamo gialli e anche “cringe”

Nel 2021 parliamo una lingua molto diversa

Il “furbetto della vaccinazione” è nella Treccani. Il neologismo entra nella storica enciclopedia questa settimana (29 marzo-5 aprile), a pochi giorni di distanza dall’ingresso di un suo parente stretto: il “furbetto della prenotazione”. E, se il mondo comincia dal lessico usato per raccontarlo, allora le parole ci rassicurano che di furbetti ne abbiamo. 

I nuovi vocaboli ci dicono anche che ci piace giocare allo scienziato o al dottore, con la stessa semplicità con cui, fino a due inverni fa, si giocava la briscola, la sera, al bar Cral. Scimiottiamo termini tecnici, in versione prêt-à-porter: casco, ventilatore, tampone, anticorpi, vaccini, ffp2, chirurgiche. Poi, c’è anche la versione più evoluta dell’aspirante dottore che, tornando al bar dei tempi che furono, equivarrebbe ai giocatori di tressette, un po’ più intellettuali. Si tratta di chi si inoltra negli anglicismi del droplet, spillover, contact tracing, citando sapientemente la fonte, ossia l’influencer-virologo (accoppiata che è tutto un programma), visto la sera prima in tv.

Eppure le parole inglesi, così come gli acronimi international, hanno un loro perché, ci dicono che il male è comune, così come la ricerca di soluzioni. Ci confermano che è proprio una pandemia, tanto da aver generato delle intersezioni anche nei vocabolari di tutto il mondo, pagine di lessico comune. Analogamente il testimonial o influencer che snocciola dati e considerazioni, facendoci ripassare ogni sera tutte le nuove paroline, ci mostra questo fatto epocale: nel 2021 abbiamo una lingua nuova rispetto al 2020. In un solo anno abbiamo introdotto tantissime nuove parole e anche nuovi significati. La riprova è che nemmeno il correttore automatico dello smartphone o del pc è in grado di prevederle. E che le “tre T” del tracciamento hanno soppiantato le più  folcloristiche tre T, ben note ai bolognesi. 

Siamo rossi, siamo gialli, siamo arancioni rafforzati, sono positivo, tamponare, quarantenare, saturare, faccio uno zoom, sono in dad. Per non parlare della nuova capacità di animare gli oggetti, dal momento che ci ritroviamo a convivere più con le cose che con le persone: mutiamo e smutiamo il pc, rendiamo agile il lavoro. Il risultato è che questa valanga di parole e di significati, figli della pandemia, ha travolto anche dizionari ed enciclopedie. Per esempio, il Devoto-Oli, il vocabolario nato nel 1967, nella edizione 2021 si presenta con 600 nuove parole, in gran parte frutto del virus. Analogamente per l’Accademia della Crusca che riconosce anche il mondo dei “boomer” e del “cringe”, non trascurando nemmeno quel po’ di ironia che ci viene in soccorso con le parole.