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Depositato il simbolo di ‘Futuro Nazionale’. Anche il nome dell’ex generale nel logo
Tanto tuonò che piovve? La domanda è d’obbligo, vista l’ultima iniziativa del generale Roberto Vannacci. Lo scorso 24 gennaio, secondo quanto riferito dall’agenzia Adnkronos, l’esponente politico ha depositato il marchio di quello che potrebbe essere un nuovo partito: ‘Futuro Nazionale’. Vannacci ha subito liquidato la notizia con poche parole: “Si tratta solo di un simbolo, come quello del ‘Mondo al Contrario’ e di “GenerazioneXa“. Dunque, non ci sarebbe nessun partito all’orizzonte, ma il condizionale è d’obbligo. I numeri dell’ex generale, d’altronde, parlano chiaro. Sia quelli editoriali, sia quelli nelle urne.
Fronda a Destra?
Di una possibile fronda a destra, sia della Lega e soprattutto del Premier Meloni, se ne parla da quando Vannacci ha raccolto il suo plebiscito di consensi alle elezioni europee del giugno 2024. Questi i numeri in cabina elettorale: 555.980 preferenze in tutt’Italia (186.966 nella circoscrizione del nord-ovest; 142.704 nel nord-est; 117.475 nel centro; 73.424 nel meridione e 35.411 nelle isole). Vannacci risultò essere il candidato con il maggior numero di preferenze dopo Giorgia Meloni. E quel boom elettorale seguì a ruota quello editoriale avvenuto poco prima. Nel 2023, infatti, l’ex generale autoprodusse “Il mondo al contrario”, libro capace di superare le 200mile copie e rimasto per settimane al centro del dibattito politico e sociale in Italia. Bollato a sinistra come “omofobo” e “razzista”, salutato a destra come “veritiero” e “concreto”, il libro di Vannacci di fatto catapultò l’ex generale nell’agone politico nazionale.
Il simbolo di “Futuro Nazionale”
Come spiega sempre Adnkronos, il logo di Vannacci “ha come elemento centrale e fortemente identitario la fiamma tricolore stilizzata, reinterpretata in chiave dinamica: non una fiamma verticale e statica, ma una fiamma che avanza controvento, piegata in avanti. Il verde, il bianco e il rosso scorrono in una linea fluida e tesa, evocando movimento”. Il marchio è stato richiesto all’Ufficio brevetti europeo, come risulta dal portale dello European Union Intellectual Property Network. Nel simbolo compare anche la scritta “Vannacci”.
Vannacci e Lega, rapporto difficile
La registrazione del marchio di “Futuro nazionale”, inevitabilmente, si va ad inserire in una dinamica di consolidate tensioni con il partito, la Lega di Salvini, che ha candidato e fatto eleggere Vannacci alle europee del 2024. L’ala più moderata del partito, guidata dall’ex governatore del Veneto Luca Zaia, spingerebbe addirittura per un allontanamento di Vannacci. Nel febbraio 2025 Vannacci ha cessato ufficialmente il servizio nell’esercito italiano e ad aprile ha preso la tessera del partito, diventandone un membro a tutti gli effetti, oltre che uno dei vicesegretari federali. La Lega da parte sua smentisce, per ora, ogni attrito: “Salvini è impegnato sul fronte Olimpiadi e sta seguendo con attenzione altri dossier come gli interventi per le Regioni colpite dal maltempo e il pacchetto sicurezza. Nessuna telefonata su dinamiche interne alla Lega, nessuna preoccupazione su Vannacci, nessuna richiesta di espulsione”.
Politica, comunicazione e dominio web
Intanto, c’è da sottolineare che la registrazione di “Futuro nazionale” include l’uso del marchio per “manifesti pubblicitari, depliant, libri manifesto, insegne pubblicitarie” e per “servizi nell’ambito della politica”, tra cui “organizzazione di manifestazioni politiche, di riunioni politiche; consulenza in materia di campagne politiche”. È stato inoltre registrato il dominio web www.futuronazionale.it
Forse è presto per pensare ad un nuovo soggetto politico, ma la figura di Vannacci è ormai ingombrante per la Lega. Salvini ed i suoi devono guardarsi le spalle da possibili smottamenti di consensi che la leadership di Vannacci può determinare. Le elezioni politiche, salvo clamorosi stravolgimenti, sono previste nel 2027. Una scadenza non lontana quindi, che misurerà la reale forza elettorale dei partiti in Italia. Sia di quelli di tradizionali e consolidati, sia dei nuovi che inevitabilmente sorgeranno da qui al voto per il rinnovo del Parlamento.






