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La crisi pandemica ha un nuovo uomo al comando: il generale Figliuolo sostituisce Arcuri

Dal Premier Draghi un’altra scelta di forte discontinuità rispetto al governo precedente

di Paolo Trapani 

 «A Domenico Arcuri i ringraziamenti del governo per limpegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese». Con un laconico e burocratico comunicato di Palazzo Chigi inizia una nuova era in Italia nella lotta contro il covid.

A prendere in mano le redini del Commissariato straordinario per l’emergenza viene designato il generale di Corpo d’Armata, Paolo Figliuolo. Era nell’aria da giorni la concreta possibilità che ci potesse essere un cambio al vertice della struttura chiamata ad attuare le misure di contrasto contro la diffusione del coronavirus. 

In particolare il progetto delle primule,  immaginato dalla precedente gestione commissariale, non aveva convinto pienamente i vertici politici. Da qui il passo decisivo per cambiare la guida della struttura con la designazione di un militare che con ogni probabilità utilizzerà ogni tipo di struttura, pubblica e privata, per arrivare ad avere in poche settimane una vaccinazione massiccia e visibile.

Già dal discorso del Premier Mario Draghi al Parlamento, enunciato all’atto dell’ottenimento della fiducia al nuovo governo, si era intuita la ferma volontà di avviare un nuovo corso, con al centro delle priorità la piena attuazione della campagna vaccinale. A tutto questo, si è aggiunta la pressione sull’esecutivo di alcune forze politiche come la Lega che avevano espressamente chiesto la rimozione di Arcuri. 

In particolare, le polemiche più feroci si erano concentrate sulle modalità che il Commissariato per l’emergenza avrebbe voluto attuare per imprimere una significativa e decisiva accelerazione alla vaccinazione degli italiani. 

Il nuovo Commissario straordinario, il generale Figliuolo, è originario di Potenza e ha una vasta esperienza nelle Forze armate. In passato, infatti, ha ricoperto numerosi incarichi nell’esercito, nei gruppi interforze ed in operazioni internazionali molto delicate. Ad esempio, ha guidato il contingente italiano in Afghanistan con l’operazione Isaf ed è stato comandante delle forze Nato in Kosovo (per dodici mesi, dal 2014 all’agosto 2015). 

La designazione di Figliuolo e l’avvicendamento di Arcuri mettono una pietra miliare sull’idea, finora molto diffusa, che l’esecutivo Draghi potesse operare in diretta continuità con il governo Conte che lo aveva preceduto. Così non sarà. Non a caso, qualche giorno fa, Draghi aveva designato il nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che aveva sostituito Angelo Borrelli. Inoltre il Premier aveva nominato l’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli, quale nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai servizi segreti e alla sicurezza nazionale. 

Sono scelte chiarissime che segnano una netta discontinuità dal passato e che confermano come il primo e più importante banco di prova per Draghi e la sua squadra sarà la capacità di limitare i contagi, arrivare a vaccinare in poco tempo una percentuale significativa di italiani e far ripartire il Paese dove l’economia vive una crisi devastante. 

Già dai prossimi giorni si capirà se il cambio di passo sarà reale ed effettivo e non solo formale. Al momento, le somministrazioni di vaccino effettuate in Italia sono poco oltre i 4 milioni.