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Metro e treno, la sovrattassa da 5 euro per il biglietto a bordo, anche se la biglietteria è chiusa o la macchina emettitrice rotta, ma non è dovuta

Articolo di Roberta Caiano

Trasporti, avanguardia e risparmio sono spesso considerati mondi distanti, ma in realtà hanno in comune molto più di quanto si possa pensare. L’avvento delle nuove tecnologie, la sburocratizzazione dei processi cartacei, come l’acquisto dei biglietti online o tramite applicazione sul proprio smartphone, e il conseguente risparmio di tempo ha permesso a pendolari e viaggiatori di potersi spostare con più facilità e risolvibilità. Anche se macchine emettitrici e obliteratrici, postazioni fisiche e punti di acquisto rappresentano sempre una garanzia e un riferimento per chi si muove da un posto all’altro. Oltre che un obbligo per le normative sui trasporti. C’è da dire, però, che l’avvento della pandemia da Coronavirus ha colpito duramente anche il settore dei trasporti e delle infrastrutture con regole, restrizioni e provvedimenti che hanno smosso ancor di più l’equilibrio abitudinario dei passeggeri. In particolar modo il settore dei treni è quello che più ne ha risentito di questa “crisi”, spesso recando dei veri e propri disagi a chi utilizza il trasporto su ferro come unico modo per spostarsi. 

Se facciamo riferimento all’ultimo report di Pendolaria, la campagna di denuncia di Legambiente dedicata alla rete ferroviaria nazionale e locale, al pendolarismo e alla mobilità urbana in generale, effettuato prima dello scoppio del Covid possiamo notare come siano sempre di più gli italiani che viaggiano in treno. Il rapporto infatti conta 5,7 milioni di pendolari che prendono regolarmente ogni giorno il treno o metropolitana, con un aumento esponenziale dei treni ad alta velocità mentre quelli regionali subiscono una sempre maggiore regressione. La situazione con la comparsa del virus non è di certo migliorata, con corse e posti dimezzati o stazioni chiuse a causa della mancanza di personale. In questo senso l’epidemia non ha fatto altro che evidenziare un problema già sotto la lente di ingrandimento di associazioni, istituzioni e sindacati. Particolarmente drammatico è il quadro al Sud della penisola dove il trasporto su ferro presenta materiale vecchio e in quantità inferiore rispetto al Nord Italia. La circolazione degli intercity e dei treni regionali negli ultimi dieci anni ha subito un forte calo, con la consequenziale carenza di manutenzione nelle stazioni ferroviarie e dei servizi necessari, come ad esempio le macchine emettitrici dei biglietti di viaggio. In questo senso, infatti, lamentele e contestazioni provenivano da parte dei cittadini e dei viaggiatori ben prima dell’arrivo dell’epidemia. Sebbene i servizi di ticketless, ovvero il biglietto acquistato online o attraverso l’apposita applicazione, siano ormai in vigore da un po’ di anni agevolando di gran lunga il ‘problema biglietto’ ciò non toglie che i servizi alternativi sono ancora attivi. 


Ci sono centinaia di pendolari che acquistano i biglietti in sede fisica o attraverso le macchine emettitrici, così come sono ancora vigenti le normative in riferimento al trasporto di viaggio e alla possibilità di acquisto del titolo di viaggio a bordo, seppur con il corrispettivo di una soprattassa. Il discorso assume particolare rilevanza se si fa riferimento ai treni regionali o metropolitane, dato il loro uso frequente. Trenitalia, ad esempio, nell’allegato 7 delle condizioni di trasporto specifica che è possibile effettuare a bordo la regolarizzazione del biglietto previa comunicazione al personale con una soprattassa di 5 euro. Ma precisa anche che questa “non è dovuta qualora non sia possibile acquistare il biglietto in stazione perché la biglietteria è chiusa, e manchino le macchine self-service per l’acquisto del biglietto. La stessa sopratassa non è dovuta, in caso di mancata convalida, quando le macchine obliteratrici manchino o siano guaste”. L’ultimo caso è stato segnalato presso la stazione di Bagnoli – Agnano Terme, a Napoli, dove da mesi i cittadini hanno difficoltà a poter acquistare il biglietto per la mancanza di una macchina emettitrice efficiente. Di questo ne abbiamo parlato con Giuseppe Alviti, navigato sindacalista e segretario generale della Federazione Nazionale Lavoratori, il quale denuncia il sistema di “non dare diritto a chiunque voglia acquistare in loco il biglietto di viaggio e costringerlo così a farlo a bordo, causando agli utenti anche la beffa di una sovrattassa da ‘usura sociale’”.In ogni caso, nonostante le normative siano a favore del passeggero, ci si ritrova spesso a fare i conti con un gap generazionale e tecnologico che non permette a tutti di stare a passo con i tempi. L’accelerazione sociale, sotto questo punto di vista, si è particolarmente amplificata nel periodo Covid dove non sempre è possibile dimostrare il mancato funzionamento totale o parziale delle macchine self-service, così come le varie carenze di servizi creano un caos nella mobilità urbana rendendo ancora più complicato il processo di integrazione tra analogico e digitale.