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Ricerca oncologica, la grande Casa del futuro sarà in Puglia

All’“hub delle Scienze della vita” collaboreranno 11 ospedali ed enti

di Simone Cataldo

Dopo il successo di Vibo Valentia come “Capitale del libro”, il Mezzogiorno macina idee e continua a cercare il tanto desiderato riscatto sociale. Una zona da sempre poco curata, tutelata e alla quale è stato sottratto molto nel periodo post-unità, ma che con il passare dei decenni ha imparato a dire la sua anche a livello internazionale.

Questa volta a rubare la scena non sono certamente paesaggi mozzafiato o, tanto meno, piatti prelibati e richiesti in ogni angolo del mondo, bensì stiamo parlando di un progetto scientifico di grande caratura, avanzato dalla regione Puglia. Dai tecnici della Regione viene definito “Hub delle Scienze della vita”: si tratta di una struttura per la ricerca e l’assistenza specialistica nel campo dei tumori, in particolare dell’onco-ematologia. Al momento si tratta solo di un’ipotesi, in quanto il progetto seppur ambizioso potrebbe esser approvato solamente a fine mese di maggio, una volta che il bando del governo giungerà a scadenza. La struttura vanterebbe due sedi, una a Bari e una nel Salento e coinvolgerebbe medici e scienziati di dieci fra ospedali ed enti di ricerca del Paese, compresi il Bambino Gesù, il Policlinico Gemelli di Roma e l’istituto italiano di tecnologia di Genova.

Questa factory potrebbe diventare realtà nel giro di due anni. La Regione Puglia al momento dell’annuncio ha voluto specificare come per tale progetto non ci saranno strutture da mettere su ex novo. In tal senso si andrebbe ad usufruire a Lecce dell’istituto nanotecnologie, mentre a Bari è in pole position il Policlinico oppure l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II. Come è ovvio che sia, il tutto sarà possibile solo dopo approvazione e, ovviamente, quando verranno aggiudicati i fondi.

Il progetto potrebbe rappresentare l’unico polo di questo tipo nel Mezzogiorno d’Italia. L’obiettivo principale è quello di porre fine, o quanto meno ridurre, i viaggi della speranza dal Sud verso le strutture del Centro Nord d’Italia. Inoltre la riuscita di queste strutture permetterebbe alla Puglia, e al Sud Italia tutto, di fare un importante balzo in avanti nella lotta al cancro; il costo si aggira intorno ai 40 milioni di euro che verrebbero suddivisi tra le casse regionali e quelle del Ministero della Salute.