Siani e quell’articolo sulle Coop degli ex detenuti

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Siani e quell’articolo sulle Coop degli ex detenuti

Anni ’80: lo scandalo delle Coop di disoccupati ed ex detenuti. Miliardi nelle tasche di affaristi e malavitosi.

Diverse segnalazioni sono giunte alla nostra redazione dopo l’esclusiva pubblicata sull’articolo “fantasma” di Giancarlo Siani (giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985). 

Lo scorso 31 marzo (https://www.laredazione.net/giancarlo-siani-e-larticolo-fantasma/) abbiamo pubblicato il pezzo che il cronista del Mattino scrisse il 5 aprile 1985 e che è praticamente introvabile (non vi è traccia nelle emeroteche ed un nostro lettore, tramite l’archivio digitale della testata napoletana, ha provato ad averne copia senza ottenere risultati).

Ma di cosa parlava Giancarlo Siani nel suo pezzo? Dava notizia di una indagine della magistratura su una cooperativa appena costituita, che aveva ottenuto dal Comune di Torre Annunziata una convenzione per effettuare lavori socialmente utili. Soldi stanziati: 2 miliardi di lire. Sempre l’articolo del 5 aprile 1985 poneva l’attenzione sulle possibili infiltrazioni della camorra nella gestione delle cooperative di disoccupati. 

Gli anni ’80 a Napoli e il Movimento dei disoccupati

Nella seconda metà degli anni ’70, nel capoluogo partenopeo, era nato spontaneamente un Movimento organizzato di disoccupati che aveva mobilitato migliaia di senza lavoro. Numerose erano le manifestazioni che venivano promosse per chiedere alle Istituzioni di intervenire concretamente con nuovi investimenti funzionali a creare sbocchi occupazionali. 

All’interno di quel Movimento vi erano giovani alla ricerca del primo lavoro, operai espulsi dai circuiti produttivi, dipendenti licenziati da aziende ormai decotte ed, in ultimo, persone uscite dal carcere dopo aver scontato la propria pena. 

Quest’ultimo troncone iniziò a costituirsi in cooperative, per partecipare a progetti socialmente utili, che venivano finanziati dallo Stato attraverso la Provincia e con l’obiettivo di dar vita a vere prospettive lavorative. 

Dal 1981 al 1983 a Napoli, al circuito delle cooperative, vennero erogati circa 40 miliardi di lire; nel 1984 le risorse pubbliche furono 27 miliardi di lire, mentre nel 1985 arrivarono addirittura a 87 miliardi (la delibera del Comune di Torre Annunziata citata nel pezzo di Siani faceva riferimento a questa enorme cifra prevista nella Legge finanziaria nazionale approvata a fine 1984). 

Il business miliardario della criminalità organizzata

Ben presto la malavita organizzata pose la sua attenzione su un enorme flusso di denaro che lo Stato volle investire finanziando il modello imprenditoriale  basato sulla cooperazione. 

Nel concreto la camorra riuscì ad alimentare un business miliardario basato sull’infiltrazione nei gruppi organizzati di ex carcerati. In quella fase venne creata una Coop di disoccupati in ogni quartiere: ognuna aderiva ad un raggruppamento nazionale (tre quelli più importanti: Agci, Lega Coop, ConfCooperative). Ogni raggruppamento aveva riferimenti diretti ai partiti ed alla politica (nello specifico l’Agci al Psdi, la Lega Coop al Pci/Psi, ConfCoop alla Dc). 

L’articolo di Siani un anno prima della bufera giudiziaria

Nella primavera 1986, un anno dopo la pubblicazione dell’articolo di Giancarlo Siani, un consulente delle cooperative iniziò a collaborare con i magistrati, svelando i torbidi intrecci che si celavano dietro le legittime aspettative di lavoro e i finanziamenti dello Stato. 

Dopo tanti anni, a spiegare dinamica e dettagli dell’indagine, nata dalle rivelazioni del consulente-pentito, è stato il giornalista Roberto Paolo, attuale Vicedirettore del Roma, che nel 2014 ha pubblicato il libro-inchiesta “Il caso non è chiuso, la verità sull’omicidio Siani” (https://www.amazon.com/caso-chiuso-verit%C3%A0-sullomicidio-Siani/dp/8868263564). 

Particolare curioso: una delle cooperative al centro dei racconti della gola profonda aveva la sede in via Suarez al Vomero, a sole poche centinaia di metri dell’abitazione di Giancarlo Siani (ucciso proprio sotto casa da due killer). 

La striscia gialla traccia la breve distanza tra l’abitazione di Siani e la sede della Coop di disoccupati

Senza troppa fantasia e a livello puramente ipotetico, si possono azzardare dei collegamenti tra il caso Siani ed altre morti violente, avvenute in un arco temporale non lunghissimo e in ambienti non estranei ai gruppi organizzati dei disoccupati e degli ex carcerati. 

Inchiesta e processo sul business delle coop di ex detenuti

Dalle rivelazioni del consulente scaturì un lungo processo il cui iter dibattimentale è disponibile nel prezioso archivio di Radio Radicale. Questo uno dei tanti link https://www.radioradicale.it/processi/734/scandalo-delle-cooperative-chiarella-50). Nel 1987 decine di imputati finirono alla sbarra grazie ad una inchiesta il cui Pm titolare era Nunzio Fragliasso, oggi Procuratore Capo presso il Tribunale di Torre Annunziata. Quel percorso giudiziario è culminato in numerose condanne e grazie al processo si compresero inquietanti commistioni tra politica, imprese e criminalità organizzata. 

Omicidio Siani: condanne definitive, ma tanti interrogativi

Come abbiamo già scritto il caso Siani, dopo anni di silenzio, ha avuto un lungo iter processuale, culminato con sentenze e condanne definitive. In carcere sono finiti mandanti ed esecutori, eppure c’è chi evidenzia qualche ragionevole dubbio dopo lo studio dei provvedimenti giudiziari che riguardano l’omicidio del giornalista. Proprio l’utilissimo libro di Roberto Paolo ne fa un dettagliato resoconto, avanzando anche nuove e più ampie ipotesi investigative. Su questo specifico aspetto va sottolineato che la magistratura partenopea, dopo aver aperto un nuovo fascicolo negli anni scorsi, lo ha successivamente archiviato. Il prossimo 23 settembre ci sarà il 39esimo anniversario dell’assassinio di Giancarlo Siani, unico caso – nella storia – di un giornalista ucciso dalla camorra a Napoli.