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Hai mai fumato cannabis? Un quarto dei liceali intervistati risponde sì

Videogiochi, isolamento e cannabis nella cameretta degli adolescenti e oltre un milione soffre anche di disordini alimentari. Ecco i dati appena diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità sulle dipendenze tra i più giovani.

Il primo fattore scatenante che è emerso è quello che la maggior parte delle difficoltà nascono proprio come conseguenza dello scarso colloquio coi genitori e di un cattivo rapporto tra i componenti della famiglia.

Campione dell’indagine 

L’intervista, realizzata nello scorso autunno, ha coinvolto più di 8700 studenti tra gli 11 e i 17 anni, 3.600 circa delle scuole secondarie di primo grado e 5.100 circa delle secondarie di secondo grado, su tutto il territorio nazionale, selezionati in modo da avere un campione rappresentativo della popolazione. La survey ha approfondito anche la relazione tra genitori e figli, invitando a partecipare tutti i genitori delle scuole medie che avevano aderito allo studio, e sono stati raccolti 1.044 questionari.

Metodo dell’indagine 

L’indagine – realizzata con EXPLORA Ricerca e Analisi Statistica – è frutto di un accordo tra il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.

Lo scopo di questo studio approfondito era focalizzare e porre l’attenzione, in modo particolare, sui ragazzi con un profilo di rischio (tratti di personalità; dimensione relazionale; contesto familiare, scolastico e sociale; qualità del sonno) e comportamenti anomali legati all’utilizzo di internet, quali, ad esempio, le sempre più diffuse sfide social.

Infine, un focus di interesse è stato lo studio delle competenze genitoriali e il confronto tra i profili emotivi e comportamentali autodichiarati dai ragazzi con quelli riportati dai genitori.

I risultati  

Quello che segue è il risultato dell’indagine, suddivisa per ciascuna tipologia di dipendenza.

Social media addiction 

Per quanto riguarda la problematica denominata Social media addiction, ossia frequentazione compulsiva di canali social (quali Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitch ecc.) in maniera incontrollata, tanto da compromettere altri ambiti di vita quotidiana, il 2,5% del campione presenta caratteristiche compatibili con la presenza di una vera e propria dipendenza.

Circa 99.600 sono in totale gli studenti a rischio.Nel genere femminile la percentuale raggiunge il 3,1% nelle studentesse di 11-13 anni e il 5,1% nelle studentesse di 14-17 anni.

Internet Gaming Disorder

Parliamo ora di Internet Gaming Disorder che consiste nella partecipazione a videogiochi on line, spesso con altri giocatori, in maniera compulsiva tanto da portare a compromissione o disagio clinicamente significativi.

Il rischio di disturbo da uso di videogiochi vede coinvolto il 12% degli studenti (circa 480.000 studenti italiani). Il genere maschile è più colpito, con la percentuale che arriva al 18% negli studenti maschi delle secondarie di primo grado e al 13,8% negli studenti delle superiori (contro il 10,8% nelle scuole medie e il 5,5% nelle scuole superiori per le femmine). Rispetto all’età, la percentuale di rischio maggiore si rileva nelle scuole medie con il 14,3% dei ragazzi a rischio, mentre il dato scende al 10,2% alle superiori.

I fattori associati sono la depressione moderatamente grave o grave, con un rischio di 5,54 volte maggiore nei ragazzi di 11-13 anni e 3,49 nei ragazzi 14-17 anni e un’ansia sociale grave o molto grave, con un rischio di 3,65 volte maggiore rispetto alla media nei ragazzi di 11-13 anni e 5,80 nei ragazzi 14-17 anni.

Food Addiction 

Analizziamo ora la Food Addiction, la tendenza a mangiare in maniera incontrollata cibi ricchi di zuccheri e/o grassi (quali dolci, bevande zuccherate, carboidrati, snack salati, cibi proteici grassi ecc…).

Il rischio di food addiction coinvolge 1.152.000 studenti circa tra gli 11 e i 17 anni, di cui più di 750.000 sono femmine (271.773 delle scuole medie e 485.413 delle superiori). il 13,1% (circa 523.000 studenti) presenta un rischio lieve; il 6,4% (circa 256.000 studenti) un rischio moderato; il 9,3% (più di 373.000 studenti) presenta un rischio grave.

Coloro che presentano un rischio di food addiction grave nel campione 11-13 anni hanno 11,62 volte in più la probabilità di avere una depressione moderatamente grave o grave; 6,55 volte di presentare una depressione moderata; 4,43 volte di presentare ansia moderata e 2,39 volte di avere depressione lieve.

Tendenza all’isolamento

Altro tema di grande attualità è quello della Tendenza all’isolamento, cioè   a chiudersi per diversi mesi nella propria camera senza mai uscire (conosciuto nella sua manifestazione clinica estrema come Hikikomori).

Gli studenti di 11-13 anni che hanno indicato di essersi isolati tutti i giorni negli ultimi 6 mesi sono stati l’1,8% (circa 30.175 studenti delle scuole medie), mentre la percentuale degli studenti 14-17 anni è del 1,6% (circa 35.792 studenti delle scuole superiori).

Rispetto al genere, la prevalenza più alta si ritrova nelle femmine che tendono ad isolarsi nella loro camera senza uscire di casa nell’1,9% nel caso delle studentesse delle scuole medie fino ad arrivare al 2,4% dei casi delle studentesse delle scuole superiori. Il dato allarma per la precocità del fenomeno e l’età più critica risulta essere i 13 anni.

Hai mai fumato cannabis?

Per ultimo, ma certamente non meno importante, c’è il preoccupante tema riguardante l’assunzione di cannabis.

Alla domanda “Hai mai fumato cannabis?” gli studenti delle superiori hanno risposto positivamente per il 22,3%. Dalle analisi di questo gruppo si evidenzia che non ci sono differenze sostanziali tra maschi e femmine; si riscontrano percentuali più alte di ragazzi che presentano rischio nella food addiction, nella social media addiction e nell’isolamento sociale, rispetto ai compagni che non hanno mai fumato cannabis. Inoltre tra i ragazzi che hanno fumato cannabis c’è una percentuale maggiore di fumatori, consumatori di alcol, di episodi di ubriacature nell’ultimo mese, di consumo di altre sostanze d’abuso e ansiolitici.

I genitori 

Come accennato, è stata condotta, parallelamente, un’indagine sui genitori.

Gli studenti di 11-13 anni con un rischio di Social Media addiction dichiarano una difficoltà comunicativa con i genitori nel 75,9% dei casi (questa percentuale scende al 40,5% in chi non presenta il rischio); quelli che presentano un rischio di Internet Gaming disorder nel 58,6% (vs 38,3% di chi non lo presenta); quelli che presentano una food addiction grave nel 68,5% (vs il 34,4% di chi non ha nessuna food addiction).

Infine, questa difficoltà di comunicazione con i genitori è dichiarata dal 72,1% dei ragazzi delle scuole medie che presentano una tendenza rischiosa al ritiro sociale (vs 40,8% di chi non presenta questa tendenza); questa percentuale sale al 77,7% nei ragazzi delle scuole superiori con lo stesso disagio (vs 50,3% dei coetanei che non presentano questo rischio).

Tra i genitori che dichiarano di “non osservare problematiche nei figli legate all’uso rischioso dei videogiochi” vi è invece l’8,6% che presenta un figlio con rischio di gaming addiction, del quale evidentemente il genitore rispondente non si accorge. Addirittura, nei genitori che dichiarano che il loro figlio “non gioca con i videogiochi” si riscontra il 3,7% di casi di figli che presentano un rischio di gaming addiction.

Anche tra i genitori che dichiarano di “non osservare comportamenti di assunzione incontrollata di cibi poco salutari nei loro figli” si ritrova quasi un 20% di ragazzi con un disturbo di food addiction (9,1% lieve; 5,5% moderata; 5,2% grave).

Di contro, tra i genitori che dichiarano di “osservare problemi di gaming addiction nel figlio” c’è una sovrastima del problema in quanto seppure lo screening non ha riportato presenza di rischio nei figli il 75,9% dei genitori indica una preoccupazione per la dipendenza del figlio. Allo stesso modo anche tra i genitori che dichiarano “assunzione incontrollata di cibi non salutari” da parte dei figli, il 55,8% dei ragazzi non presenta nessun rischio di “food addiction”, indicando una errata valutazione da parte dei genitori.