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The Human Library: la biblioteca umana dove le persone diventano libri

“Potrei scrivere un libro sulla storia della mia vita”.

di Coraline Gangai

In Danimarca, precisamente a Copenaghen, questo modo di dire è stato trasformato in un progetto concreto: The Human Library. In danese Menneskebiblioteket, si tratta di un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si configura come una biblioteca molto speciale, in cui ad essere presi in prestito non sono libri cartacei ma ‘umani’, ossia persone che raccontano la propria vita come se fosse la storia di un libro.

Lo scopo è combattere e sfidare pregiudizi e stereotipi, ridurre le disuguaglianze e garantire una maggior inclusione.

Il Progetto

Nasce nel 2000 dall’idea di due fratelli, Ronni e Dany Abergel, e dei colleghi Asma Mouna e Christoffer Erichsen e – come si legge sul sito – “offre formazione sulla diversità, l’equità e l’inclusione per le aziende che desiderano incorporare meglio la comprensione sociale all’interno della propria forza lavoro, nonché accrescere la propria consapevolezza culturale per partnership più profonde con i clienti”.

Inizialmente aperta otto ore al giorno e per quattro giorni consecutivi oggi la biblioteca umana, dopo oltre vent’anni di attività, vanta la sua presenza in ben sei continenti.
Il progetto è in continua crescita, grazie soprattutto al contributo dei volontari che decidono di mettersi al servizio della libreria.
La scelta delle tematiche su cui fondare il dibattito è libera e converge verso più obiettivi, che contemporaneamente sono diventati anche i valori su cui si fonda la realtà culturale danese: sfidare i pregiudizi, combattere la discriminazione, prevenire i conflitti e contribuire a creare comunità più inclusive e coese attraverso le differenze culturali, religiose, sociali ed etniche. Sebbene le difficoltà non siano mancate, il progetto dei fratelli Abergel è stato accolto positivamente sin dall’inizio e a partire dal 2008, con l’arrivo del progetto anche negli USA e in Canada, ha conosciuto una vera e propria impennata. Dieci anni dopo è stata la volta del Kenya, di Panama e del Botswana e ad oggi può contare l’adesione di ben oltre 85 paesi in tutto il mondo.
Oltre a mettere a disposizione gratuitamente libri umani, l’organizzazione offre percorsi di formazione per gli assistenti sociali dell’ Institute of Social Work di Copenaghen e per il personale di grandi realtà aziendali. I suoi servizi sono famosi in tutto il mondo, tanto che tra i suoi clienti più noti figurano nomi importanti come eBay, IKEA, Heineken, Microsoft, Fondo Monetario Nazionale (FMI) e tanti altri.

Chi sono i libri umani

“Prima che diventassi musulmano nessuno mi aveva mai fatto domande sulla mia religione. Dopo la mia conversione tutti volevano parlarne”. Questa è la storia di “Convertito”, uno dei tanti titoli presenti nella libreria umana e che racconta la storia di un uomo convertitosi alla religione musulmana e di come da quel momento la sua vita sia cambiata e come il cambio di fede lo abbia esposto a pregiudizi e stereotipi.

Ci sono poi tante altre storie, come quella sull’autismo, sui problemi causati dall’abuso di alcool, sulla disoccupazione, sull’abuso e sulle molestie sessuali, ecc… Per quanto questi libri umani si differenzino tra loro per le tematiche trattate e i protagonisti, tutte hanno un elemento in comune: si tratta di libri umani, ossia di persone che si offrono volontarie per rappresentare un gruppo stigmatizzato nella comunità e, in base alle proprie esperienze personali, scelgono di raccontare la propria storia o di rispondere alle domande dei lettori per aiutarli a mettere in discussione ciò che viene detto su un determinato argomento. Ognuna di queste storie ha un narratore, che al tempo stesso è anche il protagonista della storia raccontata, ed è accomunata alle altre da un duplice scopo: aiutare qualcun altro che si sia trovato, o si trovi attualmente, ad affrontare un problema simile e ridurre gli stereotipi e i pregiudizi attraverso un dialogo aperto e libero tra il narratore-protagonista e i suoi lettori.

I libri vengono catalogati in schede, disponibili sul sito, che riportano la foto del protagonista accompagnata da una frase chiave, dal motivo per il quale la storia sia stata pubblicata e quali pregiudizi/stereotipi si vogliano sconfiggere attraverso di essa e da una fonte che approfondisca il tema trattato, soprattutto se si tratta di disturbi del neurosviluppo come l’autismo.

Chiunque può diventare un libro umano e mettere gratuitamente a disposizione la propria storia e il proprio tempo.
Sul sito è presente un modulo che può essere compilato da tutti coloro che vogliano prendere parte al progetto. Una volta inviata ed elaborata la domanda, la persona verrà contattata da un organizzatore locale della biblioteca umana e sottoposto ad un’intervista. Se valutata positivamente, la persona verrà invitata a prendere parte a corsi formativi e agli eventi ospitati dal deposito di libri locale. Una volta concluso l’iter, si potrà essere pubblicati come libri umani e si entrerà a far parte del database della libreria.

“Se sfidi uno stereotipo, hai una storia interessante e sei motivato a combattere i pregiudizi”

allora, come dice The Human Library, potresti essere tu il prossimo ‘libro umano’.