
Edoardo Leo si racconta alla Versiliana
1 Agosto 2026
La scena ha la tensione tagliente di un legal thriller hollywoodiano, ma si consuma sotto le volte solenni del Senato statunitense. Da un lato del tavolo siede il dottor Anthony Fauci, ottantacinque anni, il volto che per decenni ha incarnato la scienza ufficiale d’oltreoceano. Di fronte a lui, a guidare la commissione con lo sguardo sferzante e la determinazione di chi insegue una preda politica da anni, c’è il senatore repubblicano Rand Paul. Le fotografie che rimbalzano sui social e sulle prime pagine dei giornali colgono l’istante esatto della frattura: microfoni accesi, taccuini aperti, un silenzio irreale spezzato solo da una formula ripetuta come un mantra difensivo.
Al centro della stanza, l’ex massimo consigliere medico della Casa Bianca non arringa la folla, non spiega grafici epidemiologici e non difende le sue scelte sanitarie. Si limita a pronunciare, con la voce ferma ma segnata dalla stanchezza di una vita trascorsa sotto i riflettori, sempre la stessa frase: «Su consiglio dei miei avvocati, mi avvalgo rispettivamente del mio diritto sancito dal Quinto Emendamento della Costituzione». Lo ripeterà oltre cento volte nel corso di un’audizione infuocata, trasformando il tempio della democrazia in una trincea giudiziaria.
Per comprendere il peso sismico di questa immagine bisogna riavvolgere il nastro di una carriera straordinaria e unica nella storia della pubblica amministrazione americana. Fauci non è un politico di passaggio, ma un servitore dello Stato di lunghissimo corso. Medico immunologo di fama mondiale, ha guidato il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dal 1984 fino alla fine del 2022, servendo ininterrottamente sotto sette diversi presidenti degli Stati Uniti, sia repubblicani che democratici.
Il suo nome divenne sinonimo di rigore scientifico e gestione delle crisi ben prima del 2020. Negli anni Ottanta, all’alba dell’epidemia di HIV/AIDS, Fauci fu uno dei pionieri nella comprensione del virus e nella ricerca di terapie efficaci. Sebbene in un primo momento sia stato aspramente criticato dagli attivisti dei movimenti LGTBQ+ (come l’associazione ACT UP) per la lentezza burocrazia della ricerca clinica, Fauci dimostrò una rara dote per un burocrate statale: la capacità di ascoltare. Uscì dai laboratori, incontrò i manifestanti, strinse alleanze con la società civile e rimodellò i protocolli di approvazione dei farmaci, salvando indirettamente milioni di vite e guadagnandosi il rispetto della comunità scientifica internazionale. Negli anni successivi, il suo timone ha guidato la risposta americana contro minacce globali come l’Ebola, l’antrace, la SARS e la Zika.
La traiettoria di Fauci è cambiata radicalmente con l’arrivo della pandemia di COVID-19. All’improvviso, il freddo scienziato da laboratorio è balzato al rango di pop star della scienza, con tanto di meme, peluche e fan club sui social media. Ma quell’esposizione mediatica smisurata è stata anche la miccia che ha fatto esplodere le contraddizioni di un Paese lacerato.
Inizialmente al fianco dell’amministrazione Trump, Fauci si è presto trovato su posizioni di aperto scontro con la Casa Bianca. Mentre l’allora presidente minimizzava la portata del virus, promuoveva cure non verificate e spingeva per una rapida riapertura economica, Fauci insisteva sulla necessità di lockdown mirati, mascherine obbligatorie e distanziamento sociale. Per milioni di americani liberali è diventato l’eroe della verità scientifica; per la base conservatrice e, in particolare, per il movimento MAGA (Make America Great Again), si è trasformato nel simbolo di una tecnocrazia statale autoritaria e calpestatrice delle libertà individuali.
Oggi l’ostilità della galassia trumpiana nei confronti di Anthony Fauci ha assunto i contorni di una crociata politica e giudiziaria senza quartiere. Le accuse mosse dai repubblicani – guidati in prima linea dal senatore Rand Paul – si concentrano su due fronti principali.
Le origini del virus e la pista di Wuhan. I critici sostengono che Fauci abbia cercato di insabbiare la cosiddetta ipotesi della fuga di laboratorio (lab leak), screditandola pubblicamente all’inizio della pandemia nonostante, secondo i documenti emersi, circolassero internamente dubbi e corrispondenze sul finanziamento indiretto – tramite la no-profit EcoHealth Alliance – di ricerche sui coronavirus (gain-of-function) presso l’istituto virologico di Wuhan.
Le restrizioni pandemiche. Per la destra americana, le politiche di confinamento, la chiusura delle scuole e gli obblighi vaccinali caldeggiati da Fauci hanno distrutto l’economia, compromesso lo sviluppo psicologico di un’intera generazione di studenti e violato i diritti costituzionali dei cittadini.
La tensione è ulteriormente degenerata quando, prima di lasciare l’incarico presidenziale, Joe Biden ha emesso nei confronti di Fauci un perdono presidenziale preventivo (preemptive pardon), volto a metterlo al riparo da eventuali ritorsioni giudiziarie federali. Nonostante ciò, i repubblicani non hanno arretrato: la recente pubblicazione di oltre mille pagine di diari personali di Fauci ha fornito alla commissione senatoria nuovo materiale per metterlo all’angolo, cercando il passo falso o la contraddizione che potesse configurare il reato di falsa testimonianza (perjury), non coperto dal perdono preventivo.
Il ricorso sistematico al Quinto Emendamento durante l’ultima audizione ha evitato a Fauci il rischio di incriminazioni immediate per menzogna, ma ha aperto un fronte politico incandescente. Al termine della seduta, il senatore Rand Paul ha annunciato l’intenzione di portare al voto una risoluzione per citare in giudizio Fauci per oltraggio al Congresso (contempt of Congress), un’escalation che potrebbe trascinare la vicenda in un labirinto di battaglie legali nei tribunali federali e statali.
Ciò che si profonda all’orizzonte non è soltanto la resa dei conti giudiziaria su una delle figure più influenti della sanità pubblica contemporanea, ma uno scontro simbolico e culturale profondo. Da una parte vi è la convinzione dei sostenitori di Trump che la giustizia debba fare luce sugli errori e sulle presunte coperture dei vertici sanitari durante l’emergenza globale; dall’altra, il mondo accademico e scientifico denuncia l’udienza come una caccia alle streghe politica, un’operazione punitiva volta a delegittimare per sempre il metodo basato sull’evidenza scientifica e a intimidire chiunque serva lo Stato nelle istituzioni tecniche. La figura di Anthony Fauci, stretto tra il peso della sua gloriosa storia passata e il linciaggio politico del presente, resta così il campo di battaglia su cui l’America continua a combattersi.






