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1 Marzo 2026Nuova legge elettorale? Lo Stabilicum che dividerà il Parlamento
Gli interessi politici sono diametralmente opposti tra centrodestra e centrosinistra
La modifica della legge elettorale, il fattore Vannacci, l’esito del referendum sulla giustizia. Quello di marzo 2026 è un mese inquieto per Giorgia Meloni e per il centrodestra. Quando manca poco più di un anno alle elezioni politiche (autunno 2027 la scadenza dell’attuale legislatura), i partiti riflettono sulla legge elettorale (https://www.laredazione.net/politiche-2027-il-sistema-elettorale-cambiera-il-rosatellum/). Il quesito-chiave è: cambiarla o lasciarla invariata?
In Parlamento arriva l’idea “Stabilicum”
In questi giorni il dibattito è sulla proposta che la maggioranza di governo si appresta a depositare: lo farà prima dell’esito referendario del 23 e 24 marzo. Il nuovo sistema elettorale è stato già ribattezzato «Stabilicum» e ruota intorno a tre perni principali: abolizione dei collegi uninominali maggioritari, sistema proporzionale con sbarramento al 3% per i partiti fuori dalle coalizioni, superamento del 40% per ottenere il premio di maggioranza.
Naturalmente tutto questo fa il paio con i sondaggi: sulle coalizioni di centrodestra e centrosinistra pesano le variabili indipendenti, Roberto Vannacci e Carlo Calenda. I loro rispettivi partiti potrebbero non far parte delle coalizioni, ma correre in autonomia alle politiche del 2027.
Il fattore Vannacci e “Futuro Nazionale”
Vannacci con il suo “Futuro Nazionale” appena nato (https://www.laredazione.net/vannacci-sfida-il-centrodestra/) può erodere voti a Fdi e alla Lega. Forza Italia invece appare meno interessata da questa novità politica. Oggi i sondaggisti quotano Vannacci intorno al 3%, proprio la soglia fatidica per ottenere diritto al riparto dei seggi parlamentari. Il partito dell’eurodeputato fuoriuscito dalla Lega può fare molto male al centrodestra, qualora non facesse parte dell’alleanza alle politiche. Dall’altro versante, il centrosinistra è fortemente contrario all’idea di abolire i collegi e la quota di maggioritario per assegnare i seggi (due elementi presenti nella legge oggi in vigore). Con un’alleanza stabile del “campo largo” tra Pd, M5s, Avs, Iv, +Europa, se la legge elettorale non venisse modificata, il centrosinistra otterrebbe molti seggi dai collegi maggioritari-uninominali, un fatto che alle politiche del 2022 non avvenne perché Pd e 5Stelle si presentarono divisi alle urne.
Le simulazioni dei seggi con la nuova legge elettorale
In attesa che le proposte di modifica della legge elettorale arrivino in Parlamento, i sondaggisti stanno effettuando alcune simulazioni, mettendo a confronto l’attuale Rosatellum con l’eventuale Stabilicum. Le simulazioni dicono che la nuova legge avvantaggerebbe il centrodestra. Con i collegi uninominali della legge in vigore, infatti, il ‘Campo Largo’ prenderebbe più seggi al Sud e potrebbe, pur con una percentuale minore in termini di consenso a livello proporzionale, avere addirittura la maggioranza in Parlamento. Con la nuova proposta di legge, invece, questo non si può realizzare: a prevederlo è Antonio Noto di Noto Sondaggi. Lorenzo Pregliasco di Youtrend, invece, spiega che, con le stesse percentuali della scorsa tornata, il centrodestra prenderebbe tra 181 e 191 seggi alla Camera, mentre con l’entrata in vigore dello Stabilicum arriverebbe a 228 seggi. In questo contesto politico, è facile immaginare che in Parlamento si verificherà uno scontro aperto tra maggioranza e opposizione: i primi cercheranno di cambiare la legge elettorale in vigore, i secondi punteranno a non modificare nulla o quasi.
Foto © Unione europea, 2025.






