
Capire i bambini plusdotati
9 Aprile 2026
Usa, il 25 emendamento: cosa dice
10 Aprile 2026
Saeed Khatibzadeh, vice ministro agli Esteri iraniano
Tensione massima nel Golfo e nel Levante: gli attacchi israeliani mettono a rischio la tregua
Il presidente Donald Trump ha ribadito che l’Iran deve rispettare i termini del cessate il fuoco concordati con Washington prima dei colloqui di fine settimana in Pakistan. In caso contrario, ha minacciato azioni militari su vasta scala.
Teheran accusa invece gli Stati Uniti di violare l’accordo, consentendo a Israele di proseguire la sua offensiva contro Hezbollah in Libano. Il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha sottolineato che non si può chiedere un cessate il fuoco e contemporaneamente permettere “massacri” sul territorio libanese.
La tensione sullo Stretto di Hormuz resta elevata: l’Iran mantiene il controllo del passaggio strategico, imponendo tariffe e percorsi obbligatori alle navi commerciali, alcune minacciate da mine sottomarine: circa un quinto della produzione petrolifera mondiale passa da questo passaggio.
Israele e Hezbollah: la guerra parallela
Nonostante il cessate il fuoco annunciato, Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continuerà a colpire Hezbollah “ovunque sia necessario”. Gli attacchi di mercoledì, secondo il ministero della salute libanese, hanno ucciso circa 182 persone e ne hanno ferite quasi 900. Hezbollah ha risposto con razzi diretti al nord di Israele, e ha intensificato l’escalation.
Le Nazioni Unite e l’Unione Europea hanno espresso forte preoccupazione. Il segretario generale Antonio Guterres ha ammonito che l’attività militare in Libano rappresenta un rischio grave per la tregua. Bruxelles e Islamabad, che hanno mediato l’accordo, chiedono la piena applicazione del cessate il fuoco.
Mercati in subbuglio
L’instabilità si riflette sui mercati internazionali: i prezzi del petrolio hanno risalito i 98-97 dollari al barile, registrando incrementi del 2-3% dopo settimane di volatilità che hanno fatto salire il greggio di circa il 40% dall’inizio del conflitto. In Asia, le borse hanno reagito con ribassi fino allo 0,7%, mentre Wall Street mostra perdite contenute ma significative.
Gli analisti sottolineano che l’interruzione della libera navigazione nello Stretto mette a rischio non solo l’energia, ma l’economia globale: le forniture di materie prime e i beni di consumo potrebbero subire aumenti nei prossimi mesi.
Verso i colloqui di pace
Nonostante la crisi, gli USA confermano la partecipazione del vicepresidente JD Vance e di inviati senior ai negoziati a Islamabad. L’Iran parteciperà, ma resta prudente, con dubbi sulla reale volontà americana di mantenere l’accordo senza ricorrere alla forza.
Trump ha ribadito che tutte le risorse militari rimarranno in Medio Oriente durante il cessate il fuoco, e ha precisato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è condizione imprescindibile. Khatibzadeh ha proposto un protocollo internazionale per garantire un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz, ma ha precisato che la sicurezza deve valere sia per le navi straniere sia per quelle iraniane.
Mentre i negoziati vanno avanti, i civili restano intrappolati tra le strategie dei leader e le dichiarazioni che le giustificano.






