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16 Luglio 2026
La nuova Legge elettorale, ribattezzata ‘Stabilicum’ o anche ‘Melonellum’, è stata approvata dalla Camera dei Deputati. Obiettivo dichiarato, da promotori e sostenitori della riforma, è rendere più stabile il sistema politico. Lo scopo, infatti, è favorire la formazione di una maggioranza chiara dopo le elezioni, evitando le lunghe trattative tra partiti che spesso caratterizzano la nascita dei governi. In sintesi la legge vuole dare certezza di vittoria elettorale ad uno schieramento politico e conseguente governabilità alla maggioranza che si va a formare in Parlamento.
Come funziona il premio di maggioranza
Il nuovo meccanismo prevede un sistema proporzionale con aggiunta di un premio di maggioranza. Se una lista o una coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti sia alla Camera sia al Senato, ottiene un numero aggiuntivo di seggi sufficiente a garantire la maggioranza parlamentare. Qualora la soglia non venga raggiunta in entrambe le Camere, i seggi vengono assegnati solo con il criterio proporzionale. Ci sono però delle soglie di sbarramento (3% per i singoli partiti o liste, 10% per le coalizioni). L’alleanza che vince le elezioni, superando nei due rami del Parlamento la soglia del 42%, ottiene come premio di governabilità 70 deputati e 35 senatori, ma fino ad un massimo di 220 seggi a Montecitorio e 113 a Palazzo Madama.
Il nodo delle liste bloccate
L’aspetto che continua a dividere maggiormente i partiti riguarda le liste bloccate. Anche con il nuovo sistema elettorale, infatti, gli italiani voteranno solo il simbolo di una lista o coalizione senza poter esprimere preferenze sui candidati: questi restano scelti dai leader politici e dalle segreterie di partito. Un dato questo che, secondo i critici della riforma, limita molto il rapporto tra elettori ed eletti. In ogni caso questo tema rimane più che aperto, soprattutto dopo la bocciatura (per la maggioranza Meloni) di un emendamento che tentava, durante il voto alla Camera, di introdurre un parziale meccanismo di scelta dei parlamentari da eleggere.
Il Senato può ancora modificare il testo
Adesso il testo di legge varato a Montecitorio sarà sottoposto al vaglio del Senato della Repubblica. Articoli e commi possono essere modificati. L’eventuale approvazione di correttivi renderebbe necessario un nuovo passaggio parlamentare a Montecitorio rima dell’entrata in vigore definitiva della riforma. In Italia, infatti, il sistema del bicameralismo perfetto comporta che entrambi i rami del Parlamento diano il via libera allo stesso testo di legge.
Riforma finale, una partita tutta da giocare
La partita della nuova legge elettorale è tutta da giocare. Non è difficile immaginare altri colpi di scena. Un dato politico emerso dal dibattito alla Camera dei Deputati, dopo la bocciatura dell’emendamento del centrodestra sulle preferenze, è il possibile asse Meloni-Vannacci (Fdi/FN) che potrebbe saldarsi in vista anche delle elezioni politiche del 2027. A Montecitorio è emersa un’evidente frattura nel centrodestra. Da un lato ci sono Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale (a favore delle preferenze e per un rapporto diretto cittadini/istituzioni), dall’altro Lega e Forza Italia contrarie alle preferenze (che secondo alcuni favorirebbero le clientele sui territori). Ad un anno circa dalle elezioni politiche il centrodestra deve fare i conti con evidenti problemi al proprio interno. Dall’altro lato il “campo largo” deve a sua volta trovare unione e amalgama viste le note divergenze su programma e politica estera.
foto: sito ufficiale Camera dei Deputati
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