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Snodo fondamentale per l’estrazione ed il traffico di petrolio nel Golfo Persico
“Sai cos’è l’isola di Wight” la cantavano i Dik Dik negli anni ’70: era un inno all’innocenza e alla spensieratezza dei giovani. Quel brano fu la cover italiana di ‘Wight Is Wight’ del francese Michel Delpech (1969). Adesso al centro dell’attenzione c’è un’altra isola, anch’essa molto piccola, che però non porta i pensieri verso svago e innocenza, ma è fonte di preoccupazioni, analisi e piani militari. L’isola si chiama Kharg.
L’isola al centro della guerra
Nell’ambito del feroce conflitto mediorientale, iniziato il 28 febbraio scorso, studiosi ed esperti di strategia ragionano su questo lembo di terra di appena 22 km quadrati, perchè può rappresentare il fulcro della terza guerra nel golfo: situata nel cuore del golfo Persico, Kharg è uno snodo petrolifero fondamentale per il traffico di greggio. Collocata a circa 25 chilometri dalla costa iraniana ed a 480 km dallo Stretto di Hormuz, Kharg incide sul 90% del greggio iraniano. Con l’inizio del conflitto, l’Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz, crocevia marittimo del Golfo Persico (qui transitano circa 20 milioni di barili di petrolio). Ed oltre alla decisione delle autorità di Teheran, il traffico marittimo ha subito un crollo perché le compagnie di assicurazione non vogliono “coprire” le navi che, passando da Hormuz e dal golfo, rischierebbero di essere colpite da azioni militari.
Gli Usa potrebbero “prendere” Kharg?
Secondo le notizie delle ultime ore, nello scontro tra Usa/Israele e l’Iran, gli americani hanno attaccato alcune installazioni militari sull’isola, senza, per adesso, colpire i terminal e le condotte petrolifere. Al tempo stesso, però, secondo il WSJ (Wall Street Journal) il Pentagono starebbe trasferendo almeno 5mila, tra marines e truppe militari, in Medio Oriente. Questo potrebbe preludere ad un’azione militare? Gli Usa potrebbero attuare un blitz, per occupare Kharg e sottrarre al nemico il cuore delle sue attività petrolifere? Sulla scrivania del presidente Trump ci sarebbe da tempo l’opzione dell’attacco, ma per ora nulla è certo né ufficiale. Kharg è indispensabile e strategica, considerando che quasi l’80% del greggio iraniano si dirige in Cina): è la scarsa profondità delle acque del Golfo a rendere l’isola un luogo favorevole per estrarre il greggio da caricare poi sulle superpetroliere.
Il precedente di Jimmy Carter
Lo scontro tra Usa e Iran perdura praticamente da 47 anni, dall’inizio della rivoluzione iraniana del 1979, quando a Teheran presero il potere Ayatollah e Pasdaran. Ed in tutti questi anni, gli Usa hanno più volte ragionato su cosa fare a Kharg: un attacco non è un’ipotesi inedita o nuova. Una bozza di intervento fu presentata a fine anni ’70 all’allora presidente Usa Jimmy Carter, che poi decise di non affondare il colpo: il blitz militare presentava troppe incognite e rischi elevati.
Il precedente di Saddam Hussein
Se gli americani non hanno mai attaccato Kharg, c’è però chi lo ha fatto: Saddam Hussein bombardò l’isola nel corso del conflitto tra Iran e Iraq: (la guerra durò dal 1980 al 1988).






