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TikTok, il lato oscuro

Pensare che sia solo una piattaforma per balletti può essere forviante

di Silvia Cegalin

In base allo studio Q1 2022: Store Intelligence Data Digest pubblicato da Sensor Tower, TikTok si posiziona tra le migliori app di social media nel primo trimestre del 2022, mentre nel primo trimestre del 2021 superò i 3,5 miliardi di download: un record. Un successo che deriva dall’offrire al consumatore un prodotto semplice e coinvolgente, ma che soprattutto dà all’utente ciò che vuole, e che nella logica dell’algoritmo si manifesta nel mostrare all’iscritto contenuti che con alte probabilità apprezza o avrebbe egli stesso cercato.

Una strategia di business basata principalmente nel catturare l’attenzione e creare così una certa dipendenza.

Usando un termine caro ai social possiamo dunque asserire che TikTok è di “tendenza”, e se si guarda allo studio di Ofcom, seppur ristretto all’area del Regno Unito, emerge un dato che fa preoccupare in quanto tra gli user principali di TikTok compaiono bambini di età dagli 8 agli 11 anni, con una fascia di età che parte dai 3 anni.

Valutare perciò le conseguenze che possono scaturire da un utilizzo ripetitivo, per non dire ossessivo, di un’applicazione progettata per chi ha almeno 13 anni, ma utilizzata da minori, dovrebbe essere una priorità e un obbligo da parte dell’azienda, delle istituzioni e di noi adulti, e invece non sembra avvenire sempre così, anzi.

La popolarità di TikTok ha, tuttavia, un costo, e il prezzo che si paga per pochi minuti di visualizzazione talvolta è molto alto. Se i brevi frammenti di balletti o mimiche bizzarre può produrre ilarità o un momento di svago, TikTok ha anche un’altra faccia, quella delle sfide, le famigerate challenge, che non raramente presentano toni macabri, violenti o derisori.

Blackout challenge”: la sfida mortale diventata virale

Blackout challenge” è questo il nome della sfida in voga nel 2021 su TikTok, una competizione che chiedeva ai partecipanti di stringersi il collo fino a perdere il respiro. Già dalla descrizione si capisce la pericolosità di un’azione che non può essere definita o paragonata a un gioco, eppure questa “challenge” (e che forse non andrebbe più definita in questo modo) ha circolato su TikTok, visibile sia ad adulti che a bambini; e sono proprio quest’ultimi che hanno subito le conseguenze peggiori.

Sono 7 i bambini, tutti con età inferiore ai 15 anni, morti per strangolamento dopo aver provato a portare a termine questa sfida, tra cui figura anche una bimba italiana.

Un contenuto, questo, che non solo, non avrebbe dovuto essere presente sul social, ma che a maggior ragione non sarebbe dovuto essere promosso dalla piattaforma: è questa l’accusa che si legge nella causa contro TikTok e la società madre, ByteDance, presentata il 30 Giugno presso la Corte suprema di Los Angeles da due coppie di genitori, cui figlie sono rimaste vittime di questa gara mortale, e supportata da Social Media Victims Law Center.

TikTok è accusata di aver pubblicizzato autonomamente la “Blackout challenge” alle due bambine senza che nessuna delle due la cercasse spontaneamente; inoltre, di aver fatto circolare consapevolmente tali contenuti, rendendoli virali e visualizzabili a un esteso numero di iscritti, tra cui minori.

A sua discolpa TikTok ha risposto in un intervento al Washington Post, di aver impedito dal 2021 di trovare la sfida sul social, al suo posto comparirebbe l’avviso di sicurezza: “La tua sicurezza è importante, alcune sfide online possono essere pericolose, inquietanti o addirittura inventate”.

Evidentemente non è abbastanza.

Questo tipo di sfida non è comunque una novità nel mondo social; dal 2016 circa, su YouTube era di moda la medesima sfida, soltanto con un nome diverso: “Pass Out Challenge”.

Incidenti, abuso di farmaci e body shaming: cosa incitano alcune sfide

La sottile linea che demarca il confine tra vita e morte ha da sempre affascinato l’essere umano. Ora tuttavia a causa dell’abitudine di filmarsi e la sete di apparire per avere qualche frammenti di popolarità, molti adulti, adolescenti, e purtroppo anche bambini (quest’ultimi senza essere consapevoli delle conseguenze) sono disposti a fare di tutto, anche a sfidare la vita stessa.

Recentemente in Indonesia sta spopolando la challenge “malaikat maut” (angelo della morte), una sfida che  istiga a posizionarsi davanti a un camion in transito, il rischio è ovviamente quello di essere investiti. Nel 2020 invece fu il turno della Skull Breaker Challenge: procurare una caduta di schiena a un’altra persona, ignara di essere filmata; un’azione che, per riuscire, va compiuta da due persone. Anche in questo caso si sono riportati episodi di giovani che hanno presentato importanti lesioni dopo la caduta.

Sempre nello stesso anno su TikTok era famosa la sfida al Benadryl, farmaco antistaminico, lo scopo della sfida era infatti imbottirsi di questo medicinale e filmare gli effetti.

È sufficiente citare questi esempi per comprendere che, probabilmente, questa applicazione non è propriamente educativa o semplicemente di svago, perché quando si incitano gli iscritti a compiere azioni pericolose per se stessi e gli altri, forse ci si sta spingendo un po’ troppo oltre.

Non mancano poi nemmeno le challenge a sfondo sessuale o che deridono la fisicità altrui. È il caso della “silhouette challenge”, una competizione, questa, in verità avviata con l’intento positivo di lanciare un messaggio di body positivity, in cui ogni tipologia di fisicità viene inclusa. La sfida prevede di riprendersi mentre si balla, poi, tramite l’uso di un particolare filtro, il corpo viene trasformato in una sagoma, per questo molti tiktokers hanno deciso, una volta attivato il filtro, di spogliarsi. Sfortunatamente è stato diffuso il trick su come togliere il filtro, e l’iniziativa si è tramutata in un gioco sadico, e alcuni video di persone nude sono state usate per ricatti in stile revenge porn.

Bolier Summer Cup è invece il nome della nuovissima sfida: vince chi conquista la ragazza più “in forma”, il punteggio sale in base al peso della ragazza. Una forma di bullismo e discriminazione che può anche causare problematiche alimentari e danni psicologici, ma che per il solo fatto di trovarsi in TikTok può essere definito “gioco”.

La tecnologia non è nostra nemica, ma è nostra la responsabilità dell’uso che ne facciamo e, da quanto emerso fino ad ora, TikTok necessita un maggior monitoraggio.


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